Progetto Abitare Insieme Associazione “Facciamoci Compagnia”


La condizione dell’anziano oggi

In Italia, gli anziani, che nell’evoluzione demografica della popolazione sono in costante crescita, vivono un’ambivalenza riguardo a due aspetti della loro condizione di vita.
Infatti, se da un lato le loro condizioni di benessere psicofisico, grazie ai progressi scientifici, consentono un aumento della età media, prolungandone la aspettativa di vita, dall’altro gli effetti di ricaduta della crisi pluridecennale del nostro paese ha peggiorato la loro situazione di vita quotidiana, incrementando le fragilità che il passare degli anni comportano per chi entra nella terza e quarta età.
Oggi, l’erosione del reddito data dall’aumento del costo della vita, delle imposte dirette e indirette e dei costi dei servizi alla persona porta in molti casi gli anziani a essere “a rischio” di povertà - a volte anche estrema - con la conseguente difficoltà nel pagare affitti, mutui ancora attivi per l’acquisto della casa, spese necessarie per gestirla, utenze domestiche, nel fronteggiare le spese sanitarie e di trasporto.
Le difficoltà economiche si concretizzano in rinunce sostanziali: riduzione della quantità e qualità degli alimenti, impossibilità di acquistare abiti, godere di vacanze estive, andare a cena in pizzeria o al ristorante, cambiare l’auto, acquistare quotidiani, riviste e libri: la qualità di vita degli anziani nel suo complesso è minata alla radice da difficoltà e rinunce.
Gli anziani devono anche sovente farsi carico dei figli che, in sofferenza occupazionale, vivono le stesse difficoltà, sostenendoli economicamente con le pensioni e, spesso, ospitandoli con partner e figli se sfrattati o non possono permettersi di pagare un affitto.
A implementare la fragilità degli anziani, soprattutto quelli più avanti in età, si aggiunge che molto sovente sono oggetto di truffe e raggiri da parte di malavitosi, che approfittano con ogni mezzo della loro debolezza, creando danni oltre che economici, anche psicologici.
Il tema della tutela dei diritti degli anziani necessita di rivedere le politiche del Welfare Italiano, individuando strategie innovative e di alto profilo per garantire loro maggiori e migliori servizi, sostenendoli nei bisogni materiali e implementandone la qualità della vita.
Più specificamente, riguardo agli anziani, occorre considerare che, in contrasto con le difficoltà della vita quotidiana, rappresentano con le loro esperienze di vita una risorsa da utilizzare per la crescita delle generazioni giovani e adulte, essendo in grado di comunicare vissuti e valori, sperimentati con la loro esperienza nel corso di una vita spesa nel mondo del lavoro e nell’impegno civile e sociale, elementi basilari del vivere sociale.
In questo senso, gli anziani sono protagonisti attivi della vita sociale, a patto che si attivino per loro strutture e interventi che ne favoriscano la socialità e l’aggregazione, evitando il rischio di vivere in solitudine e isolamento, condizioni che, troppo sovente, ne accompagnano la vita quotidiana: povertà di relazioni che spesso si affianca alla materiale.
Si tratta di realizzare interventi che promuovano e favoriscano l’invecchiamento attivo degli anziani, inteso come definito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità: “un processo di ottimizzazione delle opportunità relative a salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane”.
Il tema dell’invecchiamento attivo degli anziani interesserà a lungo tutti gli “addetti ai lavori” che si occupano di loro se, perdurando il basso tasso di natalità e l'invecchiamento dei figli del "baby boom", si prevede che tra il 2010 e il 2060 il numero di persone sopra i 65 anni passerà dal 17,4% al 29,5% della popolazione totale, mentre la percentuale di persone con più di 80 anni lo farà quasi del triplo, giungendo al 12%.
In Italia, negli ultimi dieci anni, l’incremento della popolazione si è verificato passando dai 12.200.000 dell’anno 2007 ai quasi 15.000.000 del 2016, con un passaggio dell’incidenza degli anziani sulla popolazione nel suo complesso dal 21% al 25%.(onte CENSIS)
Pertanto, è necessario escogitare azioni, a livello individuale e sociale, che rendano gli anziani il più a lungo possibile soggetti attivi della propria vita, capaci di contribuire, in base alle loro possibilità, all’economia e alla vita sociale, partecipando ad attività culturali, sociali, spirituali, economiche, politiche, civiche, di volontariato, assumendo responsabilità propositive e gestionali di progetti e iniziative che li vedano creativi e capaci protagonisti.
Valga per tutti l’esempio dell’economia: l’anziano attivo, seppur pensionato, svolge concretamente un ruolo evolutivo come volano dei diversi settori economici, sebbene non produttivi in senso stretto, sia per quanto riguarda i consumi, perché richiede prodotti culturali, sportivi, turistici, sia per i settori produttivi dell’economia, giocando un ruolo collaterale alla vita delle imprese, come diversi esempi testimoniano, trasmettendo competenze per formare dirigenti e addetti e collaborando con Scuole di formazione.
Abitare insieme: un modello di vita attiva per gli anziani
A fronte delle caratteristiche dell’anziano attivo, delle sue potenzialità evolutive e delle necessità strutturali e gestionali necessarie perché possa realizzarle fino in fondo, il tema della sua collocazione abitativa postula una radicale modifica delle visioni tradizionali che individuavano come soluzione predominante quella di sistemarlo in una casa di riposo: scelta che, in senso assoluto, considerando l’anziano nella sua accezione tradizionale, storica, non sempre era la più adeguata - spezzare le abitudini comporta un danno maggiore dei benefici ipotizzati e apparenti - ma che è assolutamente inadeguata per le donne e gli uomini che intendano vivere l’invecchiamento attivo. Nel fornire all’anziano tutte le opportunità per essere attivo, la struttura fondante di ogni progetto che lo veda protagonista è la casa intesa nella accezione non di residenza, ma di abitabilità. Una soluzione innovativa che risponda alle modalità di vivere dell’anziano attivo è l’Abitare Insieme, cioè la coabitazione, pratica abitativa nata in Danimarca a metà degli anni Sessanta del Secolo scorso e diffusa, successivamente, in altri Paesi del Nord Europa.
Gli anziani che decidono di dare vita a un’esperienza di coabitazione condividono spese e oneri, ma anche spazi comuni, godendo di servizi di assistenza medica, sociale, pulizia e accompagnamento. Il concetto che sta alla base della coabitazione è che abitare una casa significa avere un punto di rifermento costante per la propria sicurezza a tutti i livelli, perché la abitazione è il punto di snodo di ogni attività quotidiana e di socializzazione. Ne consegue che nuove forme di abitare insieme tra anziani date dal coabitare rappresentano una soluzione innovativa strutturata per coloro che vogliano vivere questa esperienza con altri di pari condizione anagrafica, economica e sociale. Infatti, l’abitare insieme permette agli anziani di ottimizzare le risorse economiche per quanto riguarda affitti e servizi di carattere assistenziale e sociale di cui potrebbero necessitare, potendo contare su personale professionalmente qualificato in grado di monitorare periodicamente la loro situazione di benessere psicofisico, prevenendo gravi danni sul versante della salute e curando adeguatamente eventuali malattie insorte. Inoltre, permette di fornire servizi, quali l’accompagnamento per il disbrigo di pratiche burocratiche e amministrative, per visite sanitarie nelle quali essere affiancati da personale di fiducia e capace di vicinanza e solidarietà rappresenta un sostegno psicologico per loro. Il coabitare permette anche di combattere la tendenza all’isolamento ed alla solitudine dell’anziano, mettendolo in relazione con tutte le risorse socio - culturali, ludiche, sportive, di aggregazione presenti sul territorio, rendendolo un soggetto attivo ed ancora in grado di essere di riferimento per le giovani generazioni e per gli adulti. Infine, coabitare essendo seguiti da operatori costantemente attenti alla loro vita consente agli anziani di essere sicuri rispetto a truffe e raggiri perpetrati da malavitosi e truffatori. Su queste basi teorico-concettuali, tenendo conto di esperienze di coabitazione per anziani già sperimentate in Italia, è nato il Progetto “Facciamoci compagnia”, che prevede la gestione di abitazioni da parte di Cooperative sociali in grado di garantire agli anziani i servizi di cui necessitano o dei quali possano necessitare, favorendone con interventi mirati, la socializzazione nel territorio ove vivono e sono protagonisti della vita sociale.


Il Progetto “Facciamoci compagnia”. Caratteristiche e modalità di gestione

Il Progetto “Facciamoci compagnia”, è stato elaborato e realizzato dalle Cooperative Sociali “La Fenice” di Acerra (NA) e “La Strada Nuova” di Torino e registrato con una procedura di certificazione per lo standard delle stesse e qualità dei servizi da erogare. Il Progetto si propone, da Statuto fondativo, di realizzare iniziative di contrasto a ogni forma di negazione dei diritti degli anziani, offrendo servizi che vanno dall’accoglienza residenziale e abitativa a corsi di formazione e informazione. In particolare, le aree di intervento individuate sono:

  • Attivazione e gestione di gruppi appartamento
  • Progetti di coabitazione per la terza età
  • Fornire servizi altamente qualificati
  • Gestione dei servizi da parte di personale specializzato

Le modalità strutturali e i servizi per la gestione della vita quotidiana si concretizzano e si articolano tenendo conto dei rischi e problemi più rilevanti della condizione anziana:

  • Accollo di costi eccessivi per la gestione della vita quotidiana
  • Rischi di incidenti domestici o Rischio di essere oggetto di truffe domestiche
  • Rischio di solitudine Il progetto si concretizza innanzi tutto nel fornire agli anziani, che inizialmente saranno autosufficienti, un’abitazione che permetta loro di vivere in completa autonomia in appartamenti strutturati per ospitare, in ogni camera, due di loro, e forniti di spazi comuni ove vivere la quotidianità: salone, sala da pranzo, cucina, bagni in proporzione al numero degli abitanti. I servizi che vengono forniti sono principalmente:

Alloggio e vitto

Assistenza medico – sanitaria

Assistenza psicologica

Assistenza all’alimentazione

Assistenza per la cura del corpo

Assistenza per la cura estetica

Consueling di ascolto al disagio

Alimentazione adeguata allo stato di salute dei singoli

Assistenza sociale

Accompagnamento per disbrigo di pratiche amministrative – burocratiche

Accompagnamento per visite mediche

Attività culturali ( teatro, musica, cinema, ecc.)

Attività sportive

Corsi di ballo

Corsi di informatica

Corsi di pittura e di altre discipline artistiche

Gite periodiche

Corsi di Yoga per la terza età

Corsi di formazione ed informazione sul benessere psicofisico Tutte le attività di socializzazione, culturali, ludiche e ricreative verranno gestite utilizzando i Servizi pubblici gestiti dagli Enti Locali e le attività realizzate da tutte le Associazioni presenti sul territorio ove il gruppo di anziani coabita e vive. Ciò al fine di offrire il maggior numero di opportunità di protagonismo attivo degli anziani e di favorirne la socializzazione, anche intergenerazionale, con tutti gli “attori” del territorio con i quali possono entrare in relazione. Inoltre, per ottimizzare le risorse economiche dei coabitanti, si stringeranno accordi e sinergie con tutti i settori commerciali presenti sul territorio, partecipando, laddove sia possibile, anche ai Gruppi di Acquisto Solidale. Particolare attenzione viene posta alla salute degli anziani coabitanti. Nella abitazione, ogni comodino accanto al letto è fornito di un telecomando mediante il quale l’anziano, in caso di necessità, può chiamare un operatore in base alla normativa vigente sulla sicurezza: in questo caso, gli Operatori sono dotati di telecomando con radiofrequenza in convenzione con ambulanze e vigilanza privata per permettere i tempestivi soccorsi.


L’Equipe di Operatori

Le attività della vita quotidiana degli anziani coabitanti verranno gestite da un’Equipe di professionisti altamente qualificati e di comprovata esperienza nella gestione degli anziani. In linea di massima, interverranno le seguenti figure professionali:

Coordinatore Generale della gestione del Progetto “Facciamoci Compagnia”

Sociologo gestore degli aspetti sociali del Progetto “Facciamoci Compagnia”

Psicologo consulente (in base a necessità)

Medico di base ASL

Animatore socio – culturale (in base a necessità)

Operatore Socio Sanitario

Badanti

Operatore per preparazione pasti


La procedura per partecipare a “Facciamoci Compagnia”

Nella realizzazione del Progetto “Facciamoci compagnia”, la procedura prevede che l’anziano che intende coabitare, e quindi fare parte a pieno titolo del Progetto, vi partecipa dopo che viene attuata da parte dei Responsabili della Cooperativa - gestore una consulenza a casa dell’anziano o presso la Sede della Cooperativa stessa, valutando una serie di documenti medico – sanitari che certifichino il suo stato di salute. Qualora la valutazione sia positiva, l’anziano, dopo avere fatto formalmente domanda, valutando con incontri con gli operatori le opportunità che il Progetto gli offre, sceglierà se continuare a vivere con gli altri anziani che coabitano. In caso che la sua scelta sia favorevole, è cura degli Operatori della Cooperativa occuparsi della parte burocratica che ne sancisce l’inserimento definitivo nel Progetto “Facciamoci Compagnia”.