A proposito di povertà: se ne parla a Restructura

“Quale via d’uscita dalla povertà?”.

È questo il quesito iniziale che ha animato la conferenza avvenuta domenica 18 novembre all’interno della manifestazione Restructura (Oval- Lingotto Fiere 15-18 novembre 2018).

A presentare l’evento Rosario Cutri, Presidente Unsicoop Piemonte e Valle d’Aosta, il quale ha introdotto il sociologo e professore Roberto Cardaci, esperto in materia e studioso della questione da molti anni.

Il suo intervento ha messo in luce dal principio la problematica della povertà da un punto di vista operativo, provando a fornire possibili soluzioni legate alla gestione di situazioni che creano disagio alla popolazione.

Dopo aver brevemente delineato la storia delle politiche sociali atte a risolvere tali situazioni, Cardaci ha letto alcuni dati allarmanti: nel 2017 i poveri “assoluti” erano più di 1 milione, mentre quelli “relativi” si aggiravano intorno ai 3 milioni. In questo senso si può parlare di una “carriera della povertà”: si parte dalla povertà relativa (quella che riguarda solo alcuni aspetti della vita quotidiana delle persone) per poi passare a quella assoluta (il calcolo del reddito pro capite) fino a quella estrema, rappresentata dai senza tetto (nel 2017 gli appartenenti a questa categoria erano 2200).

A fronte di questi dati, il problema della povertà diventa, quindi, un problema etico.

Cardaci si è poi soffermato sulle possibili soluzioni che lo Stato dovrebbe iniziare ad adottare per cercare di migliorare la situazione attuale, specificando la necessità di sviluppare un rapporto sistemico all’interno dell’economia locale. Secondo lo studioso, si dovrebbe attuare un censimento delle aziende locali che hanno possibilità di assumere coloro che cercano lavoro in modo da mettere in relazione i due interlocutori.

Il sociologo ha inoltre spiegato la necessità di uscire da una concezione assistenzialista che lo Stato ha adottato finora nelle politiche sociali. Ad oggi, infatti, l’aiuto statale viene fornito solo nel momento in cui si verifica un problema. Al contrario, l’analisi del cittadino deve essere attuata in tutti i suoi aspetti e prima che si arrivi a situazioni catastrofiche come quelle nominate.

Il breve, sebbene colmo di informazioni e spunti di riflessione, intervento del professore, si è concluso sottolineando l’importanza che le cooperative sociali ricoprono attualmente per sopperire alle mancanze istituzionali.

Elisa Maria Carbone